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Domus de Janas e Menhir

Nel territorio di Gairo, come un po' in tutta la Sardegna, vi sono conservate tracce di vita pre-nuragica (2.500-1.800 a. C.). Al terzo millennio a. C. ci riportano le cinque Domus de Janas di Bacu Arista nella marina e quelle di Scalarrana nelle montagne interne, nella zona di confluenza del Rio Pardu e del Rio Sarcerei, a poca distanza dal nuovo abitato di Gairo. La traduzione letterale di “Domus de Janas”, suona pressappoco come “Case delle Fate”. Si tratta, più specificatamente, di piccoli anfratti scavati nella roccia la cui origine è ancora dibattuta. Il loro nome deriva dalle dimensioni ridotte che portò i primi scopritori a ritenere che fossero la dimora di piccoli “folletti”. Presumibilmente, però, furono effettuati dalle antiche genti a scopo religioso o sepolcrale, teoria maturata in seguito al ritrovamento di ossa al loro interno.
Allo stesso periodo potrebbero riportarci anche i tre betili o menhir che erano allineati lungo l'antica Strada Orientale che attraversa la piana di Foddini (oggi in territorio di Cardedu), presso la costa. Questi sono delle pietre rituali alte più di un metro aventi forma più o meno conica.

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