Vai a sottomenu e altri contenuti

URGENTE UNA VERA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE

Numero: 201221 Data: 05/09/2012 Categoria: NOTE E COMUNICAZIONI DEL SINDACO DI GAIRO
URGENTE UNA VERA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE

In allegato nota stampa del Sindaco di Gairo, Roberto Marino Marceddu, relativa alla necessità di un riforma del Comparto Forestale.

URGENTE UNA VERA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE
(Gairo 4 settembre 2012)


Ripetutamente negli ultimi due decenni ho preso posizione in pubbliche assemblee, manifestazioni, sedi istituzionali o sulla stampa relativamente alla problematica delle criticità del comparto forestale.
E' uno dei comparti principali dell'isola e tutti siamo consapevoli della sua importanza sia per la rilevanza dell'occupazione (che, seppure in chiave preminentemente assistenziale, ha consentito di rallentare l'esodo dalle zone interne verso la costa e le città) che dell'importantissima funzione di tutela ambientale svolta sopratutto con la forestazione, la funzione antincendio e in occasione di eventi di calamità naturale.
Si tratta di una funzione irrinunciabile e importantissima per la collettività sarda e questo è bene chiarirlo da subito!
Tuttavia i tempi e la crisi portano alla conclusione obbligata di una preoccupazione che è legata alla constatazione che questa importantissima funzione non è più sufficiente a garantire la sussistenza degli attuali cantieri di forestazione nel lungo periodo a causa dei presumibili tagli nei trasferimenti che dall'U.E. e dallo Stato e, conseguentemente, dalla Regione dovranno essere arrecati ai rispettivi bilanci nella loro interezza. Oltretutto, questi difficili tempi non consentono, se non ai sognatori, di pensare che si possa mantenere un sistema basato solo sui trasferimenti di fondi (peraltro, ormai sempre più destinati ai paesi di nuovo ingresso in Europa) e senza significativa presenza di attività produttive capaci di produrre reddito e autosostenerlo.
Insomma, ritengo che, in parole semplici, non si possa pensare che in futuro ci sia qualcuno che meramente eroghi stipendi, sebbene per far fronte a importanti funzioni.
Tale constatazione va di pari passo con alcune altre constatazioni, che rendono chiara una situazione grave presente nell'ente foreste, così schematicamente riassumibili:
1. innumerevoli tensioni presenti all'interno dell'ente strumentale della Regione, l'Ente Foreste, con segnalazioni da parte di tantissimi operai nel corso degli ultimi vent'anni della presenza di una gestione dell'Ente Foreste, prima Azienda Demaniale, molto discutibile e ispirata a criteri spesso clientelari non basati sul merito che hanno determinato la realizzazione di una struttura burocratica pesante e non completamente in grado di dispiegare quanto potrebbe;
2. situazioni di lacerazioni all'interno del CDA dell'Ente come testimoniano le attuali divergenze tra i suoi componenti e la Presidenza, o gestione monocratica dello stesso come determinatasi durante il periodo soriano;
3. incapacità politica, comune a ogni schieramento, di porre in essere una seria riforma dell'Ente a vantaggio dei lavoratori e dei sardi, persistenza di situazioni di favore per certi cantieri a discapito di altri, mancata stabilizzazione dei turnisti, ecc.
Quanto sopra esposto determina l'esigenza di un'accelerazione nelle analisi che comporti l'individuazione di soluzioni immediate ed urgenti, al fine di invertire l'attuale drammatica situazione e rendere il comparto competitivo ed in grado di affrontare la crisi e i presumibili tagli di cui accennato che potrebbero mettere a repentaglio i posti di lavoro e non dare alcuna prospettiva alle collettività locali ed alle nuove generazioni.
All'uopo, come espresso già negli anni novanta, ribadisco il pensiero che il sistema vada riformato realmente emulando l'esempio di quanto già accade nelle regioni del Nord Italia o di altre parti dell'U.E..
Purtroppo, negli anni ottanta la Sardegna e la Calabria decisero di consegnare la gestione forestale agli enti strumentali regionali e di mettere all'angolo i comuni, i quali abdicarono al loro ruolo e preferirono alla produttività del sistema l'assistenzialismo della mera tutela ambientale (leggasi relazione ''Forteleoni'' di Firenze nel 1992).
Si tratta di impostare una riforma graduale e federale del sistema che nel medio periodo porti a ribaltare questa impostazione, riconsegnando alle forme associative dei Comuni la gestione del territorio, acchè non venga sottratta alle collettività locali la possibilità di controlli e decisioni importanti sull'assetto ed uso di territori che possono portare immensi benefici anche occupazionali e non solo di tutela! L'ente regionale dovrebbe mantenersi, ma per svolgere mera attività di assistenza tecnica e di supporto ai Comuni, mentre, come avviene nelle altre realtà più evolute, dovrebbe il sistema aprirsi anche alla eventuale partecipazione dei privati laddove presenti e interessati (pensiamo a comuni come Aritzo, Belvì,ecc.).
Ovviamente, tale prospettiva (sinteticamente espressa anche nella manifestazione dei ''mille'' di S.Efisio di Talana il 25 marzo 1998), che potrebbe attuarsi con un cambiamento culturale graduale, ma da avviare quanto prima, dovrebbe accompagnarsi con altre due azioni mirate da attuare queste nel più breve tempo possibile:
1. stabilizzare tutti gli operai turnisti, eliminando un assurdo precariato e dei costi comunque presenti ormai ingiustificati per il sistema previdenziale ed a carico di tutti i cittadini, così da restituire una nuova dignità e sicurezza ai lavoratori. Tale prospettiva consentirebbe di dare risposte anche ai disoccupati che potrebbero gradualmente sostituire chi cessa dal lavoro per un qualsiasi motivo;
2. realizzare meccanismi di filiera in foresta legati alle risorse del bosco, in primis il legno, ma anche con l'introduzione di tutte quelle altre attività collaterali previste nelle vecchi convenzioni (apicoltura, coltivazione frutti di bosco, aziende avi faunistico venatorie, turismo rurale ed escursionistico, ecc.) che integrate con le funzioni oggi svolte potrebbero diversificare il sistema e consentirle almeno parzialmente di autosostentarsi e così far fronte ai tagli ormai imminenti di risorse pubbliche per pagare stipendi e interventi.
E' chiaro che la combinazione di queste tre azioni, una volta a regime ed attuate intelligentemente, porterebbe, sulla scia dei Consorzi Forestali alpini o appenninici, a un sistema basato sul merito e senza le scorie clientelari oggi presenti, un sistema produttivo e capace di stare sul mercato quasi da solo, quindi di pagare stipendi con certezza agli operai anche tra vent'anni e, quindi, di dare un futuro alle nuove generazioni.
Continuare a perpetuare certi metodi gestionali, pochezza di idee delle amministrazioni locali più comodamente adagiate sull'attuale impostazione, i centralismi regionali finalizzati al controllo del voto ed ai clientelismi con un sistema assistenziale che tranne azioni sperimentali e spesso fallimentari non ha visto nascere azioni realmente produttive collocabili sul mercato globale, equivale a una grave irresponsabilità che danneggia il sistema, le comunità e gravemente nuoce alle nuove generazioni!
Stiamo verificando questo periodo la disfatta del sistema industriale e minerario sardo e ritengo che non sia giusto che i sardi siano ancora autolesionisti e consegnino anche quello forestale alla mancanza di prospettiva. Per questo, occorre ritrovare senza protagonismi deleteri un'auspicata unità a tutti i livelli (amministratori locali, sindacati, operai, cittadini), acquisire piena consapevolezza per una seria riforma da proporre al legislatore regionale di ogni colore politico, al quale occorre chiedere con forza di fare finalmente per questo comparto il suo dovere, con senso di responsabilità a vantaggio non di pochi, ma dell'intero popolo sardo.

VICE PRESIDENTE CONSULTA ANCI PICCOLI COMUNI E SINDACO GAIRO (ROBERTO M.MARCEDDU)

Link di riferimento

http://www.sardegnaambiente.it/foreste/enteforeste/

Documenti allegati

Documenti allegati
Titolo  Formato Peso
URGENTE UNA VERA RIFORMA DEL COMPARTO FORESTALE Formato pdf 196 kb
torna all'inizio del contenuto
torna all'inizio del contenuto