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Discorso del Sindaco di Gairo all'ANCI in presenza del Ministro Roberto Maroni e del Presidente Sergio Chiamparino

Numero: 201106 Data: 04/02/2011 Categoria: NOTE E COMUNICAZIONI DEL SINDACO DI GAIRO

Gairo, venerdì 4 febbraio 2011

Preg. mi
Presidente ANCI Prof. Sergio Chiamparino
Presidente ANCI Sardegna Dr. Salvatore Cherchi
A tutti i Sindaci dei Comuni della Sardegna

e p.c.:
Al Sig. Ministro degli Interni: On. Roberto Maroni
Al Presidente della Regione Sardegna: On. Ugo Cappellacci
Al Vescovo della Diocesi dell'Ogliastra: Mons. Antioco Piseddu
A tutti gli organi di stampa e televisivi
A tutti i cittadini sardi

LORO SEDI


Oggetto: ATTENTATI AGLI AMMINISTRATORI.


Egregi,
nel ringraziare l'ANCI e in particolar modo il Presidente Cherchi, l'intero Esecutivo e il Direttore Oppus, per l'organizzazione dell'importante incontro di Oristano, scrivo per esprimere con una lettera in modo piu' compiuto, quanto avrei voluto in un lasso di tempo piu' adeguato rispetto ai due minuti che mi sono stati concessi durante la recente assemblea dell'ANCI di Oristano.
Siamo fortunatamente in democrazia e normale dovrebbe risultare confrontarsi (non scontrarsi!) con opinioni differenti su un problema come quello degli attentati agli Amministratori Locali e sul disagio della nostra isola. Ma, tant'è, quando ALCUNI colleghi (quali, mi dicono, quello di Serrenti), si lasciano andare in una solenne Assemblea costituita da Autorità di alto rango, quali quella ministeriale e regionale, a manifestazioni folkoristiche ed a fischi da stadio, come nell'occasione della recente manifestazione, ritengo, al pari di tanti altri colleghi che hanno espresso il loro disagio per questi atteggiamenti gravemente provenienti da Amministratori Locali, che non facciano un buon servizio alla società sarda! Mi chiedo, e ci chiediamo in tanti, che razza di esempio la loro intolleranza e insofferenza così manifestata verso un pensiero differente, possa essere per il semplice cittadino!
Ho decine, centinaia di manifestazioni alle spalle, nelle piazze piu' infuocate e per i temi, come quello del Parco del Gennargentu o del PPR, piu' difficili vissuti in quest'ultimi tempi, e certamente dopo 15 anni di Amministrazione Locale, di cui 11 da Sindaco, non mi spaventano le contestazioni: quello che mi spaventa, verificando giornalmente quanto viene evidenziato anche dalle televisioni, è lo scadimento collettivo del livello di confronto. Non piu' rispetto e ascolto per l'altrui opinione, ma, un aggressione sistematica e preventiva dell'avversario politico!
Cio' è accaduto, in altre forme, anche ad Oristano, quando sono arrivati gli applausi quando si è parlato della difficoltà vissute anche dal sottoscritto, e dei fischi quando si è parlato del federalismo su cui dopo si tornerà!
Certo è che dando gli esempi in questo modo, chi governa, dall'alto o da altro livello istituzionale, non dimostra senso di responsabilità e non svolge il ruolo di educatore e di guida (per migliorare la nostra società) che dovrebbe essere intrinseco dell'incarico ricoperto! Ma, entro subito nel merito del problema trattato anche ad Oristano.

Mi è capitato nella mia lunga esperienza amministrativa sin dagli anni novanta di partecipare a tantissime assemblee tenutasi con diversi rappresentanti Istituzionali nelle piu' diverse parti dell'isola sul fenomeno degli attentati agli Amministratori Locali. Nonostante i positivi ed importanti provvedimenti annunciati dal Ministro Maroni ad Oristano, al quale va certamente dato atto dell'attenzione che dimostra verso la Sardegna, provvedimenti che sicuramente contribuiranno a combattere il fenomeno, è evidente ai piu' che queste negative dinamiche risultano fortemente ancorate alla nostra cultura ed al nostro modo di essere, tali da apparire, nonostante gli interventi annunciati, difficilmente scardinabili.
Tuttavia, ritengo che possa essere combattuto e se non completamente debellato, fortemente attenuato se la classe dirigente isolana agisce in modo intelligente e, così come positivamente ricordato dal Presidente Cappellacci, se i sardi decideranno senza indugio di puntare sulla cultura quale elemento capace di combattere attivamente il fenomeno regressivo in atto. Cercherò di spiegarmi per fornire dal mio punto di vista e partendo dalla mia piccola esperienza un contributo al dibattito in atto ormai da decenni.

Anche a Gairo si sono susseguiti per anni gli atti delittuosi contro gli Amministratori: negli anni novanta e sino al 2004 ne sono capitate di tutti i tipi: attentati e bombe contro Amministratori e semplici cittadini o edifici pubblici (Comune, Caserma Carabinieri, ecc.); volantini e scritte di ingiurie e minacce anonimamente disseminati nelle pubbliche vie; qualche omicidio. L'elenco potrebbe continuare con fucilate, danni a case e terreni in campagna, ecc. Dai novanta ne sono stati contati circa un centinaio di atti di questo tipo, senza catalogare naturalmente gli atti minori come i semplici volantini!
I due sindaci che mi hanno preceduto si dimisero dopo pochi anni, uno nel 1991, l'altro nel 1999, per i gravi atti che gli colpirono e che esponevano anche i loro familiari, lasciando spazio a perenni commissariamenti del Comune (dal 1991 al 1996 Gairo deteneva il triste record italiano del piu' lungo commissariamento!). Io stesso venni interessato in occasione della mia prima candidatura a Sindaco nel 1996 e poi dal 2000 al 2004 e in diverse occasioni da questi fenomeni: bomba, cartucce per posta, scritte e minacce (addirittura due volte la mia figliola all'epoca quattordicenne venne minacciata di fare la fine della figlia di Boe!).
Ma, arrivarono anche gli anni nei quali i cittadini onesti di Gairo, la stragrande maggioranza, aveva deciso di reagire, di isolare e, sopratutto, di recuperare, gli autori di questi assurdi comportamenti. Iniziammo con la pubblicazione in piazza delle ''minacce'' e con la reiterata denuncia pubblica dei fatti delittuosi e della ''vergogna''. Continuammo con percorsi interni di responsabilizzazione della collettività ottenendo gradualmente la restituzione della fiducia verso ''il Sindaco e gli eletti'' da parte di un corpo elettorale pure esasperato dai ''vizi generali'' della politica. Riuscimmo a far trionfare il bene al male e ad ottenere la ''normalizzazione'' del nostro turbolento Comune. Certo, recenti episodi testimoniano come ci sia ancora da fare, ma la strada intrapresa è quella giusta! Vi fu è vero l'intervento delle forze dell'ordine, importante per carità, ma, sarebbe stato come altrove inutile, se la comunità e i suoi rappresentanti non avessero avuto essi stessi la forza autonoma e responsabile di recuperare il paese! Personalmente alla militarizzazione del territorio ho sempre preferito piu' prevenzione, intelligence e qualità di intervento ed alla scorta, la responsabilizzazione attiva del cittadino.
Ci si meraviglia quando la stampa non presta attenzione alle evoluzioni positive come quella gairese, ma si sofferma solo sugli eclatanti fenomeni negativi, contribuendo anch'essa, talora inconsapevolmente ed in una spirale viziosa infinita, a creare un terreno fertile per il mantenimento di un clima fastidioso di disagio nell'isola che ben si presta ad emulazioni di atti di ogni tipo che NON possono avere alcuna giustificazione anche quando alcuni non manifestano di essere buoni Amministratori.

Si racconta di questa esperienza non per dare ricette o consigli, ma, per evidenziare come sia deleterio ed irresponsabile colui che, sia esso un Amministratore, rappresentante di entità sovracomunali, esperto di fenomeni sociali o responsabile della forza pubblica, richiama interventi meramente esterni per sottrarre la propria comunità a fatti delittuosi e dinamiche sociali negative!
Non si puo' abdicare alle proprie precise responsabilità richiamando genericamente come vanno facendo alcuni il mero intervento dello Stato e della Regione. Sarebbe una pericolosa e comoda deresponsabilizzazione, una via di fuga da fenomeni per i quali, nell'ambito di un ruolo di rappresentanza elettivo che implica una certa funzione ed attività, non si risulta attrezzati a combattere!
Stato e Regione, come successo anche a Gairo, possono e devono intervenire per facilitare processi di crescita e di controllo di soggetti pericolosi, ma spetta in primis al Sindaco ed a ciascun cittadino il compito di svolgere un ruolo attivo di rimozione e poi di controllo quotidiano contro le devianze!
Senza questo saranno sempre inutili o inefficaci gli interventi di soggetti sovracomunali! Quando anche in Sardegna capiremo, e non solo per questi aspetti, che occorre smetterla di attendere gli interventi esterni per risolvere i propri problemi la nostra isola avrà fatto un importante evoluzione culturale e potrà piu' agevolmente superare fenomeni delittuosi e perseguire anche obiettivi di crescita e sviluppo.
Stato e Regione devono concretamente aiutare le comunità locali ed i territori svantaggiati con le giuste riforme (del sistema universitario e della giustizia, della burocrazia, per le zone montane ed interne, ecc.) ed i necessari interventi per superare i gap esistenti (infrastrutturali in primis) che stanno alla base di innumerevoli svantaggi che determinano un abbassamento della qualità della vita e la perdita della speranza sopratutto nei giovani, fatti i quali poi si riverberano drammaticamente sui terminali ultimi del sistema istituzionale, i Sindaci, impossibilitati anche quando vorrebbero a dare risposte alle loro comunità .
Serve abbandonare le stupide forme di assistenzialismo, ed essere messi in condizione di guidare le nostre comunità in una prospettiva di sviluppo e di auto sostentamento almeno parziale del sistema ''Comune'' perchè noi Sindaci sappiamo che questo rappresenta una risorsa essenziale per superare la crisi economica e sociale in atto.
Personalmente, che piaccia o meno a qualche collega, guardo con la massima attenzione all'attuazione di un federalismo solidale. Non mi preoccupa e non ho paura perché sono pronto a prendermi le responsabilità che mi spettano e anch'io ho voglia di porre fine agli sprechi presenti in vaste aree della nazione ed alle gestioni scellerate della ''cosa pubblica'' che sappiamo rappresentare uno dei cancri del paese.

Se i Sindaci sapranno prendersi sino in fondo le loro responsabilità e svolgeranno, come in tantissimo già svolgono, il ruolo attivo e responsabile di educatori della loro comunità, abbandonando il negativo assistenzialismo e rifiutando la logica spesso esasperante dell'individualismo e del campanilismo, se Stato e Regione accompagneranno alle riforme in itinere quali quella del federalismo idonei provvedimenti di valorizzazione e di restituzione del giusto ruolo all'istituzione comunale, ebbene io ritengo che davvero si possa contribuire se non ad eliminare almeno ad attenuare il disagio sociale di diversi comuni della Sardegna e, quindi, a frenare anche questa deriva verso fenomeni che certamente non possono avere alcuna giustificazione.
E' chiaro che poi il cittadino va richiamato e orientato, educato e preparato, informato acchè capisca che non è piu' possibile aspettare che ''gli altri'' risolvano i problemi e pretendere senza che faccia anch'egli la sua parte: è giunto il momento in cui tutti dobbiamo rimboccarci le maniche con impegno e serietà, lavorando e liberandoci di tutti quegli atteggiamenti e sentimenti negativi che si pongono in contrasto con lo sviluppo economico e sociale. Pretendiamo i giusti diritti, ma facciamo anche per intero il nostro dovere!

Certo di contare sul Tuo rispetto e rispettando la Tua opinione con la quale mi piacerà senz'altro confrontarmi, Ti saluto cordialmente in attesa di incontrarti personalmente sin dalla riunione del prossimo 8 febbraio a Cagliari.

IL SINDACO DI GAIRO

Roberto Marino Marceddu

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